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L’uso del colore nell’architettura del paesaggio

 

L’uso del colore nell’architettura del paesaggio

Creare stati d’animo particolari, focalizzare lo sguardo verso un ambiente particolare, far si che il nostro spazio verde abbia tutto l’anno uno spiccato cromatismo: tutto questo è possibile grazie ad una scelta consapevole dell’accostamento dei colori delle piante, della selezione delle stesse in base all’epoca di fioritura in modo da avere un ambiente colorato in tutte le stagioni, non soltanto in primavera.

La maggior parte dei progettisti e architetti del paesaggio utilizza i princìpi delle teorie del colore e soprattutto la ruota cromatica che divide i colori in primari, secondari e terziari: i primari sono il rosso, il blu e il giallo che mescolati tra loro danno i colori secondari, cioè il viola l’arancio e il verde. Da questi poi tutti gli altri.

Conoscere questi princìpi di base aiuta a progettare schemi armonici, oppure contrastanti, in linea con l’idea del progetto verde che si vuole realizzare. Colori che nella “ruota” sono vicini sono detti armonici e suscitano sensazioni di ordine, come ad esempio il blu e il viola, il rosa e il verde o il giallo e l’arancio. Propendere poi per tonalità calde o fredde fa virare lo stato d’animo dell’osservatore . Composizioni armoniche si possono ottenere accostando piante dalle fioriture con colori simili, oppure con tinte pastello e tono su tono. Maggiore intensità si ottiene con piante dai colori primari che hanno una saturazione maggiore, via via sempre meno intensa nei colori ottenuti da mescolanze.

Il colore è spesso usato per attirare lo sguardo in punto preciso dell’ambiente: ad esempio posizionare una pianta dal colore rosso brillante immersa nella vegetazione verde ne esalta la visibilità. 

Creare nell'aerea verde un effetto cromatico tutto l'anno

Per creare un effetto gradevole tutto l’anno è bene tener presente che le piante hanno cicli vitali e epoche di fioritura ben diversi, per cui scegliendo sapientemente riusciremo ad avere uno spazio verde con un suo carattere in tutte le stagioni. Ad esempio un albero come il Cornus alba ha fiori bianchi in primavera, una spiccata colorazione rossa in inverno e le foglie rosso-arancio in autunno. Oppure un arbusto come la Nandina domestica, sempreverde, ha tinte pastello rosse in autunno e primavera, mentre in estate esplodono fiori bianchi con piccole bacche rosse. 

Potremmo inserire Prunus, Magnolie e Mandorli che raggiungono il loro massimo splendore a primavera, affiancarli ad arbusti prettamente estivi come la lavanda, il Cornus o una bella Hydrangea; in questo modo le piante che erano fiorite in primavera rimarranno come “sfondo “ verde a quelle dalla fioriture estiva e l’ambiente risulterà sempre curato.


uso del colore nella progettazione di aree verdi
photo credit Envato

Posizionare alcuni aceri, se lo spazio lo permette, da la certezza di un risultato cromatico eccellente: in autunno gli Aceri si tingono di colorazioni rosse e arancio dalla mille sfumature, che meravigliano e lasciano lo spettatore pieno di suggestioni. Accanto agli aceri in autunno fanno la loro parte anche le graminacee come al Cortadeira e le stipa Calamagrostis che producono infruttescenze setolose.

L’inverno poi è è il regno delle piante sempreverdi come le conifere, il bosso e l’edera, anche se punti focali possono essere realizzati utilizzando cornioli e salici nonché agrifogli e piante a bacca.

Anche nelle giornate freddissime dove il gelo fa da padrone, le piante possono creare effetti cromatici molto suggestivi mescolando la loro colorazione naturale a quella del ghiaccio e rugiada congelata.

La sperimentazione basata sulla conoscenza tecnica è certamente la via per ottenere risultati cromatici che suscitino meraviglia e stupore.

 

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