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Architettura del paesaggio: le donne paesaggiste tra otto e novecento

Architettura del paesaggio: donne paesaggiste tra otto e novecento

Dalle prime paesaggiste della storia in Europa e America, ad un ritratto della pioniera italiana Maria Teresa Parpagliola; donne che hanno elevato il paesaggio e il giardino a forma d’arte e luogo di cultura, ed hanno saputo diffondere le novità dell’architettura del paesaggio in parchi, chiostri, giardini, cortili e orti, disegnati, progettati e realizzati.

Sin dal XvII secolo soprattutto in Gran Bretagna la cultura dei fiori e del giardino è stato appannaggio delle signore dell’alta società e nobili, e molte sono le opere a loro rivolte. Si pensi a d esempio agli scritti di Jane Webb Loudon, moglie di John Claudius Loudon, della metà dell’Ottocento. Fu Gertrude Jekyll la prima donna ad essere riconosciuta  livello internazionale nel mondo del giardino grazie ai sui disegni botanici e di progettazione del verde, che inviava anche per posta come consulenze.

Il Novecento ha visto diventare popolare e punto di riferimento Vite Sackville West grazie al suo giardino e agli articoli che scriveva in tema di giardinaggio.

L’arte del giardino e l’architettura del paesaggio apre le sue porte alle donne però solo a praterie dal 1901 con l’istituzione di due scuole private la lothorpe School of Landscaper Gardening for Women e nel 1916 la cambridge School nel Massachusetts in America.

Le prime donne a svolgere la professione di paesaggista e progettista di giardini furono americane: Ellen Biddle Shipman e Beatrix Farrand che ebbero importanti studi a new York. Successivamente anche la Gran Bretagna vide l’affermazione di vivere donne tra gli architetti del paesaggio e in Italia fu Maria Teresa Parpagliola Shepard la prima indiscussa protagonista del settore. Citata dal The oxford Companion to Gardens (indispensabile testo sull’arte dei giardini) “uno degli architetti paesaggisti più rilevanti del ventesimo secolo”.

Classe 1903, romana, donna energica brillante e dalla mentalità aperta, è tra le poche ad essere riuscita a ricavarsi uno spazino importante nel nuovo campo professionale dell’architettura del paesaggio. Si formò in Inghilterra e lavorò alla pianificazione dell’esposizione Universale di Roma, al fianco di Raffaele de Vico e Pietro Porcinai alla realizzazione del Parco Eur e fu a capo dell’Ufficio Parchi e Giardini di Roma dal 1940 al 1944. Nel 1946 sposò l’inglese Ronald Shephard e visse in Inghilterra fino al 1954 dove lavorò a svariati progetti quale il Regatta Restaurant Garden. Con la collega Elena Ruzzato Romoli vinse il concorso per il cimitero militare francese a Roma e tra i suoi progetti più famosi ricordiamo il parco dell’albergo cavalieri Hilton a Roma nel 1963, il progetto del verde stradale e dei giardini della città giardino di Casal Palocco.

Rivestì il ruolo si segretari dell’ Associazione Italiana degli architetti del giardino e del paesaggio e lavorò con Porcinai alla fondazione di una scuola per l’architettura del paesaggio che portò nel 1978 all’istituzione della scuola di specializzazione in questa materia alla facoltà di architettura dell’università degli studi di Genova. Tra gli ultimi lavori si dedicò alla ricostruzione del giardino del '500 a Kabul Bagh-i Babur, dell’imperatore Kabul, un progetto internazionale di grande rilievo.

Dopo di lei in molte hanno seguito questa strada, portando innovazione e un punto di vista personale su una disciplina creativa e al contempo tecnica quale è l’architettura del paesaggio.vita.


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